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Smantellare i giudizi, fuori e dentro

Smantellare i giudizi, fuori e dentro

Smantellare i giudizi è qualcosa che in molte donne hanno provato a fare in questi giorni, con lo scoppio del caso Weinstein e la tempesta di giudizi sessisti che si è scatenata. Questo mi ha portato a riflettere sull’argomento, anche in vista del fatto che a breve condurrò un corso sulla femminilità e la chiave di risoluzione del conflitto della donna sulla femminilità sarà proprio lo smantellamento dei giudizi su di essa.

La cosiddetta conoscenza non è altro che un mettere etichette. Cosa conosci? Chiami questo “amore”, e poi inizi a pensare che lo conosci. Continuiamo a etichettare. Hai un etichetta per tutto, e poi ti senti a tuo agio. Ma se scendi un po’ più in profondità, arrivi un po’ più a fondo, al di là dell’etichetta, lo sconosciuto è lì vicino. Sei sempre circondato da ciò che è sconosciuto.
Osho

I giudizi che ci arrivano dall’esterno sono molteplici e spaziano dal fatto che essere donna significhi essere il “sesso debole”, essere lagnose o incompetenti fino ad arrivare al lato sessita: la donna è “troia” di natura (scusate il linguaggio), usa il sesso per ottenere quello che vuole e se si ritrova ad essere vittima di molestie è perché lei stessa “se l’è cercata”. Ogni giudizio non è che una generalizzazione di un’opinione, che deriva da qualcuno e si è tramandato nel tempo. La mente tende a voler organizzare e controllare la realtà intorno a sé, per questo i giudizi hanno così tanto potere, sono un modo di catalogare, danno un certo ordine e perciò una certa sicurezza al nostro ego. La vita è molto più grande e complessa di quanto la mente razionale possa mai arrivare a comprendere. Come dicono i grandi mistici la vita è un mistero, ma ciò che a noi è sconosciuto fa paura, perciò invece di vivere nello stupore e nella bellezza del mistero della vita ci limitiamo a sopravvivere nell’opaca realtà filtrata dai giudizi della mente.

Avete mai notato che alcuni giudizi ci colpiscono più di altri? Ad esempio io personalmente reagisco con molta tranquillità a qualcuno che mi accusa di essere una “troia”, non mi sento toccata, ma mi arrabbio all’istante se qualcuno mi dice che sono stupida. Per esperienza personale ho compreso che la mia reazione di rabbia, così potente e immediata, alla parola “stupida” risiede nel fatto che questo giudizio non solo arriva dall’esterno, ma risuona con un giudizio che è dentro di me. Infatti non mi sorprendo a giudicarmi quando sono vestita in modo provocante, però mi basta fare un errore banale mentre parlo in pubblico per sentire dentro di me una vocina che dice “che stupida che sei”. Ci sono innumerevoli articoli di psicologia che trattano questo argomento e confido nell’intelligenza dei miei lettori e lettrici per non aver bisogno di dilungarmi troppo sul funzionamento di questo meccanismo. Non è tanto importante capire come funziona in dettaglio, ma riconoscere come questo accade dentro di noi. Perciò mio amico lettore vorrei che adesso tu facessi un piccolo esercizio mentale: pensa a un giudizio che ti fa arrabbiare e cerca di ricordarti se tu ti sei mai detto la stessa cosa. Prenditi un paio di minuti per farlo prima di proseguire nella lettura.

Non giudicarti. Accetta con umiltà la tua imperfezione, i tuoi fallimenti, i tuoi errori, le tue fragilità. Non c’è bisogno di pretendere che non sia così. Sii semplicemente te stesso: “Questo è come sono adesso, pieno di paura. Non posso addentrarmi nel buio della notte, non posso entrare in quella foresta fitta.” Che c’è di male? E’ una cosa umana.
Osho

Dunque il giudizio che è fuori rispecchia il giudizio che è dentro, fin qui siamo arrivati insieme e questo è importante per capire il prossimo passo: se voglio smantellare il giudizio che è fuori devo partire da quello che è dentro. Potrò arrabbiarmi e litigare con chiunque mi dica che sono stupida, con pochi risultati peraltro perché come potrei far cambiare opinione a qualcuno che la pensa così? E soprattutto quali vantaggi avrò in realtà? Continuerà ad accadere ancora e ancora, che io lo voglia o no. Se voglio difendermi veramente dai giudizi esterni posso solo smantellare i giudizi dentro di me. Allora qualsiasi cosa sarà detto mi passerà attraverso come una lieve brezza di cui non ho alcun motivo di preoccuparmi. Questo mi dà potere, vero potere, perché significa che sono in controllo di ciò che faccio e di come agisco, senza essere in balia di reazioni automatiche o di emozioni sovrastanti che non capisco bene neanche da dove arrivino.

E non solo sarò più libera e potente, ma contribuirò a cambiare il mondo in modo positivo, perché c’è anche un’altra cosa che accade quando ho un giudizio su di me: lo riverso sugli altri. Ma come, direte, se mi arrabbio così tanto per quello che mi viene detto sono SICURO che IO non lo dico agli altri. Siete sicuri? Provate a fare una prova. Io l’ho fatto riflettendo su di me e portando consapevolezza a ciò che dico e che penso rispetto agli altri. Ho scoperto che uno dei giudizi che esprimo dentro o fuori di me più spesso è quello che qualcuno è stupido. Ho un sacco di lavoro da fare in merito, questo è sicuro, ma so che la dolce soddisfazione del successo mi aspetta là nel futuro, non so quando. E per la libertà sono pronta a fare di tutto.

Nel momento in cui il tuo giudizio cessa grazie all’accettazione di ciò che c’è, sei libero dalla mente. Hai fatto spazio per l’amore, per la gioia, per la pace.
E. Tolle

Se senti il desiderio di smantellare i giudizi, fuori e dentro di te, per aumentare il benessere tuo e degli altri prova la tecnica di presenza “Cambia la Mente” ideata da Osho. E’ un esercizio semplice e potente che non richiede molto tempo e può essere praticato nella vita di ogni giorno, per informazioni sulla tecnica clicca qui.

Ottobre 18th, 2017|Ricerca interiore|0 Commenti

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