La paura del buio perseguita l’uomo da millenni, i messaggi che ho letto in questi giorni riguardo alla pericolosità di meditare durante l’eclissi solare di lunedì 21 Agosto a mio avviso hanno molta presa anche per questo. Premetto che non trovo utile e non ho intenzione di eseguire la meditazione guidata che è stata proposta non so bene da chi, semplicemente perché a mio avviso se vogliamo innalzare la coscienza collettiva possiamo solo lavorare ognuno sulla propria. Quello di cui voglio parlare qui è il fenomeno fobico che pare derivato dal fatto che durante l’eclissi potremmo essere invasi e allinearci a forti energie negative.
Questi messaggi di allarme mi hanno molto incuriosito ed ho fatto una veloce ricerca fra i più popolari siti di astrologia e esoterismo. Ho scoperto che alcuni popoli del passato consideravano le eclissi portatrici di oscuri presagi che annunciavano la morte dei regnanti o altre sciagure, per altri simboleggiavano un cambiamento, per altri ancora una morte e rinascita, il trionfo della luce. Non sono un’esperta in materia, ma applicando il mio buon senso sono giunta alla conclusione che l’eclissi di per sé non abbia un valore positivo o negativo, ma che sia neutrale come ogni altro fenomeno naturale. L’interpretazione data dalle varie popolazioni deriva con tutta probabilità dalla loro cultura: popolazioni che vivevano in società ben organizzate che seguivano regole rigide probabilmente avrebbero interpretato questo sconvolgimento naturale come un evento nefasto, mentre coloro che avevano una struttura sociale più elastica erano più propensi a vederlo come un fenomeno che avrebbe portato ad un cambiamento, non necessariamente una catastrofe, anzi probabilmente un’opportunità di rinascita e rinnovamento.

La vita arriva attraverso la luce e quando muori sembra tu sia caduto nell’eterna oscurità (…) perciò il divino è luce e la morte è nera. Ma queste sono le proiezioni delle nostre paure. In realtà l’oscurità è infinita, la luce è limitata. L’oscurità sembra essere il grembo da cui tutto sorge e in cui tutto precipita.
Osho

E’ naturale dunque che in una società strutturalmente rigida come la nostra, dove il buio da secoli ha assunto un’accezione negativa, faccia tanta presa l’interpretazione che attribuisce all’eclissi totale il potere di risvegliare il peggio che c’è in noi e che se andiamo incontro a questo evento con la nostra consapevolezza potremmo rimanerci in qualche modo “incastrati dentro”. E’ perché abbiamo paura del buio.
Anche io per tanto tempo ho avuto paura del buio, a volte persino adesso che ho 37 anni. Quando ero piccola mio fratello si nascondeva nello sgabuzzino e si divertiva a saltar fuori all’improvviso quando percorrevo il corridoio di sera. C’erano le storie terrificanti del bobo nero e scendere da letto nel buio poteva essere assai pericoloso, perché non sapevo mai quando il tentacolo vischioso di un mostro orripilante avrebbe potuto acchiapparmi la caviglia, trascinarmi sotto il letto e poi giù nell’abisso, dove sarei stata divorata lentamente. La paura del buio è comune, ma come tutte le cose che fanno parte del mondo duale delle apparenze l’interpretazione che diamo all’oscurità è solo parziale.

Nella tradizione sufi l’oscurità ci ricorda e rappresenta il latifa nero. I lataif sono qualità universali dell’essere che si manifestano in maniera unica e originale in ogni essere vivente, e fanno dunque parte di ognuno di noi e della natura. Il latifa nero è pace e potere personale, quando questo viene distorto diventa invece odio e violenza. Se non sento il mio vero potere, che è il potere di essere me stesso e manifestarmi in modo unico ed autentico, se mi sottometto al volere altrui, mi manometto e perdo parti di me, allora dentro di me il nero che non ha potuto manifestarsi nella sua naturalezza sarà distorto in odio. Questo accade a tutti, non è una cosa che ci piace ammettere, è vero, ma ogni volta che auguro la morte a chi mi sorpassa in automobile in modo pericoloso o a chi mi taglia la strada sto attingendo a questo odio. Ogni volta che contatto questo odio ho tre possibilità principali: scatenarlo verso gli altri o me stesso, indirizzarlo al mio Superego e a tutti i suoi prodotti che hanno fatto sì che la mai essenza venisse distorta, oppure osservarlo con distacco e presenza, lasciando che naturalmente si riallinei e torni ad essere pace. Gettare l’odio su l’altro è la cosa più facile da fare e anche quella che abbiamo imparato dall’esempio degli altri: per questo ci sono così tanti problemi di razzismo, sessismo, omofobia e violenza. Usarlo per distruggere i giudizi e le credenze che ci sono state trasmesse dagli altri è un atto liberatorio che richiede un grandissimo coraggio, perché i nostri giudizi sono ciò con cui ci identifichiamo, e spazzarli via significa darci la possibilità di chiederci chi siamo veramente. Essere in grado di vedere le proprie parti oscure, il proprio odio, la propria violenza, senza giudicarci, ma osservando come semplici testimoni è un atto che richiede molta presenza, e che ci la possibilità di essere sempre più integri, più veri, più noi.

Gautama il Buddha ha chiamato lo stato ultimo dell’essere nirvana. Neanche i buddisti hanno pensato a questo come oscurità, perché la parola ha così tante accezioni negative. Ma nirvana significa esattamente “oscurità”; letteralmente significa spengere la candela. Così per venticinque secoli i buddisti hanno usato la traduzione letterale “spengere la candela”. Ma cosa significa? Se spengi la candela cosa rimane? Eterna, immortale, abissale oscurità.
Osho

A mio avviso l’eclissi di sole è un’opportunità per confrontarci con le nostre parti più oscure perché le rende più visibili, è una nostra scelta cosa fare di questo. Se ci lasciamo sopraffare dalla paura e scappiamo non saremo in pericolo, ma rimarremo gli stessi di prima. Se sfruttiamo questa occasione con coraggio e consapevolezza avremo modo di trasformarci, ritrovare la nostra pace e il nostro potere personale. Può sembrare un’opzione rischiosa, anche se per mia esperienza sono portata a non vederla così, ma nessuno ha mai realizzato qualcosa di significativo senza correre alcun rischio.

Per informazioni sull’evento pubblico di meditazione per la pace che si svolgerà a San Giovanni Valdarno (AR) potete cliccare qui.