L’ossidiana è una delle pietre più utilizzate fin dall’antichità. Prima dell’avvento del metallo era il materiale per eccellenza per fabbricare coltelli e altri utensili da taglio, successivamente fu utilizzata durante i rituali, essendo considerata una pietra magica, ma anche per produrre talismani soprattutto allo scopo di protezione.
Chiamata anche la pietra del guerriero senza macchia questa splendida roccia porta luce alle parti più oscure della personalità umana, affinché possano essere riconosciute, accettate e trasmutate. Vediamo qui sotto come utilizzarla a questo scopo.

Meditazione e contemplazione con l’ossidiana

L’ossidiana è stato il primo materiale con cui sono stati ricavati specchi, essendo vetro lavico naturale l’uomo l’ha potuta intagliare a questo scopo prima ancora della produzione del vetro o del metallo. Lavorare con uno specchio di ossidiana però non è sinonimo di vanità, al contrario richiede il coraggio di guardarsi dentro in profondità.
La meditazione con lo specchio di ossidiana consiste nel sedersi di fronte allo specchio stesso, riflettendovi la propria immagine, e fissare sè stessi negli occhi cercando di sbattere le palpebre il meno possibile. Per prepararti a questo esercizio puoi praticare mindfulness per 20 minuti, oppure sciogliere le tensioni interne con degli esercizi di qigong. Una volta seduto trova la posizione più comoda, cercando di lasciar cadere il peso verso il basso, e fissa intensamente lo specchio senza sbattere le palpebre. Puoi iniziare a praticare per 10 minuti ed arrivare fino a 30 minuti o più con il tempo. E’ una pratica potente, dopo alcuni minuti la tua percezione inizierà a cambiare, mentre sgombri la mente apri le porte del tuo inconscio, diventando ricettivo a intuizioni su di te e sulla tua vita.

“Chiunque avanzi sul cammino dall’autorealizzazione deve inevitabilmente riportare alla coscienza i contenuti del suo inconscio personale, allargando in tal modo in grande misura il campo della sua personalità.”
Carl Gustav Jung

Se non possiedi uno specchio di ossidiana puoi praticare la contemplazione della pietra (grezza o burattata) ponendola su di un piano di fronte a te. La procedura di preparazione è uguale a quella descritta sopra, ma al momento dell’inizio della meditazione non dovrai evitare di sbattere le palpebre. Durante la contemplazione dovrai invece lasciare che il tuo sguardo si rilassi, che comprenda tutta la gemma senza fissarsi ora su un certo punto ora sull’altro. Anche durante questa tecnica sentirai che la tua percezione visiva sta cambiando ed entrerai in connessione con la pietra in modo profondo.

Queste due tecniche sono le più raccomandate per chi sente il desiderio di entrare in contatto profondo con sé stesso e vuole portare luce negli angoli bui della propria coscienza.

Possiedi una pietra di ossidiana e vorresti imparare altri metodi per il suo utilizzo? Resta connessa, la prossima settimana pubblicherò un articolo con indicazioni per l’utilizzo della pietra allo scopo di purificare, proteggere e trasformare.