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I momenti di difficoltà sono opportunità enormi

I momenti di difficoltà sono opportunità enormi

Il tetto s’è bruciato –
ora
posso vedere la luna.

Masahide

Un’immagine di immensa bellezza, un uomo in un momento di difficoltà, disteso nelle rovine di quella che era la propria casa: il suo sguardo rivolto al cielo, ammira con stupore la bellezza della luna. Quando leggo qualcosa che mi colpisce così nel profondo e sento in me aprirsi uno spazio di pace, freschezza e meraviglia per la vita stessa, allora mi chiedo “cosa ha a che fare con me?”. In questo caso l’haiku di Masahide evoca una sensazione che ho sentito più e più volte nella mia vita, il poeta parla per metafore che mi comunicano un concetto, ma volendolo spiegare dovrò impiegare molte più parole di lui.

“Il tetto s’è bruciato” significa che non ho più una casa, che tutto ciò che avevo se ne è andato e sono solo e “nudo” nel mondo. La casa simboleggia la mia sicurezza, il luogo in cui mi rifugio e in cui vivo, ciò che conosco e in cui mi muovo con sicurezza. La casa è anche tutto ciò con cui mi identifico e ciò che credo di essere. Questo può avere una valenza “positiva” o “negativa”, ciò non ha importanza; che io mi identifichi con una personalità introversa e sfigata, oppure con una personalità estroversa e ganza, per l’Essere, per chi sono veramente, non fa alcuna differenza: l’identificazione mi limita e non mi permette di vedere la mia verità.
Ci sono momenti in cui la vita ci porta davanti al fatto che le nostre identificazioni sono solo delle idee, ce le fa vedere per il castello di carte che in realtà sono. Spesso questi sono momenti di crisi, se mi identifico con l’essere un eccellente manager e la mia ditta fallisce, mi troverò esattamente lì. Non sono un eccellente manager. Se mi identifico con l’essere un marito o una moglie perfetto o perfetta, un bravo genitore, e mi trovo in mezzo a una causa di divorzio chi sono? Questi momenti sono in realtà dei regali immensi, la nostra personalità va in crisi e le nostre sicurezze sono state minate, ci sentiamo persi e insicuri; ma solo allora, senza più una casa intorno, senza degli schemi a cui poterci attenere, vediamo la realtà per quello che è. Ci apriamo alla percezione della luna e delle stelle, sentendo di far parte di qualcosa di molto più grande, ci accorgiamo che le nostre limitate preoccupazioni non sono più reali delle che ombre cinesi su di un muro.
Una volta bruciata ogni sicurezza e ogni schema interiore a cui sono attaccato non mi resta che annegare nell’Essere. Non ho una scelta in questo, entro in contatto con la sola cosa che è veramente me, fin da quando sono nata, e come dice il Leopardi “il naufragar m’è dolce in questo mare”.

Marzo 16th, 2017|haiku, poesia|2 Comments

2 Comments

  1. Bablofil 16/03/2017 al 9:29 PM - Rispondi

    Thanks, great article.

    • Taruna Quaquini 16/03/2017 al 9:33 PM - Rispondi

      Thank you 🙂

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