La meditazione tibetana di cui scrivo oggi è un metodo semplice ed efficace che ho scoperto leggendo un libro di Osho. Dopo averla provata su di me ed averla guidata per altre persone ho deciso di registrarla e metterla a disposizione di tutti, perché la trovo davvero utile. Nella mia esperienza ci sono momenti nella vita in cui ci sentiamo davvero sotto pressione, ci sembra di avere troppe cose da fare, troppe responsabilità e finiamo per sentirci “incastrati” in questa situazione senza uscita, continuando a rivolgere la nostra attenzione verso l’esterno. Questo tipo di pressione viene infatti sperimentata come una forza esterna che ci comprime, allo stesso momento possiamo concordare con il fatto che non c’è una mano enorme su di noi, né se ci giriamo vediamo il terribile occhio di Sauron (mi passerete questa licenza da amante del fantasy) che ci scruta dall’alto per vedere se facciamo tutto quello che “dobbiamo” fare e se lo facciamo velocemente abbastanza. Insomma, in realtà tutta questa pressione esiste al nostro interno e solo se facciamo un movimento di 180° e spostiamo l’attenzione dentro sarà possibile liberarcene.

Le pressioni riguardo a ciò che devo fare spesso hanno più a che fare con il modo in cui vedo ciò che faccio che con la lista di cose che ho davanti. So che nel momento in cui mi sento sotto pressione sono pronta a dire che non è vero, è che ho tante, tante cose da fare, ma quando mi prendo il tempo per fermarmi e concentrarmi su di me mi accorgo che non è veramente così. Infatti la sensazione di pressione è data principalmente dall’attività del mio ego, che cerca di trovare una validazione, un valore, nel compiere azioni, nel fare cose per cui sarò apprezzata, o per lo meno farle così che gli altri non mi biasimeranno. In questi momenti ho provato spesso il desiderio di svenire, così che nessuno mi avrebbe potuto incolpare se mi prendevo un giorno di riposo, oppure di scomparire, così che nessuno sarebbe potuto venire a cercarmi. Per questo quando ho letto questa meditazione tibetana è risuonata così profondamente dentro di me, Osho nel testo diceva “a volte puoi semplicemente scomparire”: che bellezza!

Quando, così come sono
Bianche gocce di rugiada si raccolgono
Sulle rosse foglie dell’acero
Osserva le gocce scarlatte!

Ikkyu

Il mondo va avanti benissimo senza di noi e quando ci sentiamo esauriti è perché non riusciamo a staccare, a prenderci del tempo per riposare, ma anche perché agiamo dalla nostra periferia, dalla mente giudicante che ci dice “tu devi” invece che dal nostro centro che dice “io voglio”. Questa tecnica ci allena a lasciar andare il nostro ego, a tornare alla nostra parte più essenziale, da cui qualsiasi azione può scaturire in modo più fluido e leggero. La consiglio a chiunque si senta sotto pressione, ma anche a coloro che trovano normale dover fare delle cose nella loro vita “perché si deve” o perché “non ci sono alternative”.
Cito qui sotto le parole del maestro Osho, mentre a fondo pagina troverete due link: uno per ascoltare la meditazione guidata online e l’altro per scaricarla. Godetevela!

In alcuni monasteri del Tibet si pratica ancora una delle meditazioni più antiche (…) Viene insegnato come talvolta puoi semplicemente scomparire; siedi in un giardino e cominci a sentire che, piano piano, stai scomparendo. Prova a vedere come appare il mondo quando te ne sei allontanato, quando non sei più partecipe, quando diventi assoluta trasparenza. Prova anche solo per un secondo a non essere.
Osho

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