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La meditazione dell’hara per ritrovare il proprio centro

La meditazione dell’hara per ritrovare il proprio centro

La meditazione dell’hara è utile in periodi in cui ci sentiamo sotto stress. Lo stress spesso è gestibile, anche se portato all’estremo crea situazioni in cui ci sentiamo strattonare da ogni parte, la mente è piena di idee che sorgono di momento in momento, il nostro cuore prova emozioni contrastanti e pare che non riusciamo a capire bene cosa vogliamo e dove vogliamo andare. Sono periodi di confusione in cui non riusciamo bene ad agire; come in un vortice cerchiamo invano di aggrapparci a questo o a quello, per trovare stabilità, ma proprio come in un ciclone l’unico punto di quiete ove è possibile riposare e osservare gli eventi è il centro. La nostra abitudine a cercare di aggrapparci a qualcosa è ciò che ci impedisce di trovare il nostro centro, il gioco della personalità è esattamente quello: trovare delle basi “solide” in delle idee o delle immagini che ci diano una nozione di ciò che siamo e di ciò che vogliamo. Più ci aggrappiamo e più ci perdiamo, più ci attacchiamo a una certa interpretazione di noi stessi e dell’esterno e più perdiamo il senso di chi siamo veramente e di quale sia la realtà intorno a noi. Se siamo soggetti a stress e vogliamo evitare che raggiunga questo picco è utile praticare presenza e centratura con regolarità.

Il tuo stato interiore profondo rimane pura consapevolezza ma tu vivi sempre nella circonferenza esterna, per questo non sei in grado di vedere il tuo centro.
Osho

Più riusciamo a centrarci e più sentiremo forza e stabilità. Più siamo nel nostro centro e più vivremo in modo coraggioso, affrontando situazioni difficili senza perderci d’animo, ma con la giusta carica di energia necessaria per superare questi momenti. Questo è il punto da cui possiamo muoverci con calma e decisione perché la mente si acquieta, la paura scompare, e allo stesso momento rimaniamo svegli e attenti. Osserva un gatto, è un animale incredibilmente agile e sicuro di sé. Quando riposa si abbandona completamente e potresti pensare che sia inerme e soggetto a chissà quali pericoli, ma non è così. Un gatto che riposa può alzarsi in una frazione di secondo e scattare se appena sente un rumore allarmante. Il gatto non è nella testa, egli riposa nella pancia, vigile e attento, ma completamente rilassato fino a che la situazione lo consente. L’essere umano passa tanto del suo tempo nella testa che finisce per sentirsi continuamente in allarme, come se fosse sempre in pericolo. Anche se il pericolo esiste solo nella mente per il corpo è come se fosse reale, e anche in momenti di quiete esterna secerne adrenalina, impedendoci così di rilassarci e riposare. Proprio come pensare al nostro cibo preferito ci dà un senso di piacere, anche se il cibo non c’è, pensare al pericolo o alla mancanza di tempo (che percepiamo come pericolo) ci fa vivere sotto stress anche quando il pericolo non è di fronte a noi. Tornare al nostro centro, dirigendo la nostra attenzione alla pancia invece che alla testa, ci fa rilassare e il corpo inizia a produrre serotonina senza bisogno di farmaci o altre sostanze psicoattive.

Più sei consapevole del centro dell’hara, meno paura avrai della vita e della morte, perché esso è il centro della vita e della morte. Una volta entrato in sintonia con l’hara, potrai vivere coraggiosamente. Il coraggio nasce da lì – meno pensieri, maggiore silenzio, meno momenti incontrollati, disciplina naturale, coraggio, stabilità ed equilibrio.
Osho

Nelle tradizioni asiatiche l’hara è il punto situato circa due centimetri sotto l’ombelico, è il centro di contatto fra corpo e anima ed è importante connettersi con questo punto energetico perché ci rende possibile l’osservazione delle sensazioni del corpo, delle emozioni che ci attraversano e dei pensieri che insorgono, senza che nessuna di queste tre cose ci porti via, alla periferia del nostro essere. E’ quel punto in cui ci sentiamo al sicuro, un luogo dove nessuno può entrare e dove possiamo riposare. La meditazione dell’hara che vi propongo è una tecnica di presenza semplice che richiede solamente 30 minuti del vostro tempo e può essere praticata sia all’aperto che in un luogo ristretto perché il movimento non richiede molto spazio. Qui sotto trovate le indicazioni per la meditazione e a fondo pagina il video in cui la spiego, dando anche la dimostrazione del movimento della prima fase e di come distendersi nella seconda. Godetevi 30 minuti di relax e quando vi alzate, riprendendo le attività, portare attenzione a come vi sentite nel corpo, a come funziona la mente e alle sensazioni del vostro cuore.

Se questo esercizio vi piace e siete interessati a conoscere e sperimentare altre tecniche vi invito a partecipare all’incontro Presenza e Centratura che terrò il 7 e 8 Ottobre a Castelfranco Piandiscò (AR). Per maggiori informazioni sul corso visitate la pagina dell’evento cliccando qui.

Meditazione dell’hara

Questa è una meditazione in due fasi, per praticarla si possono usare due tracce musicali che puoi mettere in playlist sul tuo computer o lettore mp3. Per la prima fase è consigliata la seconda traccia della meditazione Mandala di Osho, per la seconda parte si può utilizzare qualsiasi traccia rilassante di musica da meditazione, anche le campane tibetane ad esempio. Se non avete la musica della Mandala e non riuscite a trovarla su internet potete usare le tracce 4 e 5 che che potete scaricare con questo link rispettivamente per la prima e la seconda fase (per scaricare potete usare la freccia che trovate in alto a destra quando si apre la finestra del link).

Trova un luogo dove puoi stare indisturbato per 30 minuti, un cuscino o uno zafu su cui sederti e un materassino da yoga, un letto o un tappeto su cui distenderti. Spengi il cellulare.

Fase 1: 15 minuti

Siediti su di un cuscino o uno zafu a gambe incrociate o con le ginocchia a terra. E’ importante che le ginocchia siano più basse del bacino, che tu possa mantenere la schiena eretta senza troppo sforzo e che i tuoi muscoli siano per quanto possibile rilassati. Puoi tenere le mani sulle ginocchia o sul grembo. Tieni gli occhi chiusi.
Concentrati sull’hara, il punto della pancia che si trova due dita sotto l’ombelico. Questo è il centro del tuo movimento. Inizia a girare in senso antiorario con il busto, lasciando che la testa segua il movimento senza cadere, immaginando che sia l’estremo di uno spiedino che arriva fino al fondo della tua schiena e il cui fulcro di rotazione è il tuo hara. Lascia i muscoli delle spalle morbidi e segui la musica. Inizia con movimenti lenti per imparare la tecnica, dopo qualche minuto accelera il movimento e rendilo più ampio, cercando di restare sempre bilanciato.

Fase 2: 15 minuti

Quando la musica della prima fase finisce, sempre senza aprire gli occhi se possibile, stenditi con la schiena a terra, le gambe e le braccia aperte a V. E’ necessario tenere i palmi delle mani verso l’alto, rilassare i muscoli e centrarsi sull’hara. Se centrarsi sull’hara ti risulta difficile puoi portare le mani sulla pancia.
Se hai problemi alla schiena e non puoi distenderti in questa posizione, perché provoca dolore, puoi metterti in posizione fetale, poggiato sul fianco sinistro.

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