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Lasciar andare, consigli pratici

Lasciar andare, consigli pratici

Si è fatto un gran parlare di lasciar andare in vari articoli su internet nelle ultime settimane e soprattutto oggi 10 Maggio con la luna piena in scorpione. Me ne sono letti molti dato che mi trovo esattamente in questa situazione anche io, mi sono accorta che erano bellissimi e molto profondi, allo stesso tempo pareva che mancassero dei consigli pratici per lasciar andare e mi sono decisa a scrivere questo articolo.
Lasciar andare del passato è innanzitutto un processo inevitabilmente doloroso, semplicemente perché una volta che il dolore è cessato significa che quella persona, quella situazione o quel luogo non ci manca più. Quindi prima di tutto è importante accettare questo fatto, perché se crediamo di dimenticare il nostro ex uscendo a farci una birra ci accorgeremo svegliandoci la mattina successiva con il mal di testa (dato che quella birra si è trasformata in cinque drink) che non è cambiato niente. Ognuno ha una sua strada e invito tutti a seguire la propria, condividerò comunque con voi i punti principali di ciò che succede a me e dei consigli pratici. Come dice un mio maestro il mondo dello spirito non è lineare, quindi non prendete l’ordine di scrittura di questo articolo seriamente, potreste trovarvi in uno qualsiasi dei punti qui sotto, lavorate partendo da quello che vi è più vicino al momento.

L’essere umano è una locanda,
ogni mattina arriva un nuovo ospite.

Una gioia, una depressione, una meschinità,
qualche momento di consapevolezza arriva di tanto in tanto,
come un visitatore inatteso.

Dai loro il benvenuto e intrattienili tutti!
Anche se è una folla di dolori
che violentemente svuota la tua casa
spogliandola di tutto il mobilio,

tratta comunque ogni ospite con rispetto:
potrebbe darsi che ti stia liberando
in vista di nuovi piaceri.

Ai pensieri tetri, alla vergogna, alla malizia,
vai incontro sulla porta ridendo,
e invitali a entrare.

Sii grato per chiunque arrivi,
perché ognuno è stato mandato
come guida dell’aldilà.

Rumi

Prima di tutto la rabbia è OK, fa parte della difesa primaria per non sentire il dolore ed è utile per distaccarsi da qualsiasi situazione. Ricordarci che siamo arrabbiati con quella persona perché siamo stati male ci salva dall’andare a ricercarla e ritelefonargli dopo anche solo 24 ore. Seguire il filo della rabbia è ancor più importante: cosa è che mi ha fatto male? Questo ci aiuta a capire quante volte ci siamo dimenticati di noi stessi, quante volte abbiamo fatto finta di niente o abbiamo accettato cose che sentivamo come irrispettose. In questi casi è anche importante prendere atto dell’odio che probabilmente ci portiamo dentro e allo stesso tempo non agirlo. Potremmo aver bisogno di fare una meditazione dinamica, oppure se abbiamo poco tempo o un luogo in cui è impossibile sfogarsi totalmente potremmo fare la meditazione del cuscino. Una volta sfogata la rabbia saremo in grado di identificare il dolore e capire cosa NON vogliamo, per ricordarcelo la prossima volta che saremo in una simile situazione.
Rimanendo sempre in contatto con la nostra rabbia, se possibile, potremmo fare anche esperienza della mancanza. Mi manca quella persona, o quella situazione, o quel luogo, come mai? Quale era l’ingrediente principale che trovavo lì e che adesso è sparito? Seguendo il filo della nostalgia potremmo allora scoprire che mentre ci sembra che manchi un ex perché faceva questo o quello, per i suoi sorrisi o le sue carezze, in realtà quello che realmente crea un vuoto è che accanto a lui o lei facevamo esperienza dell’amore.

Il mio maestro Avikal Costantino dice che la localizzazione dell’amore in un posto particolare è una delle grandi illusioni del mondo, perché l’amore avvolge tutto ed è essenzialmente tutto; chiunque abbia fatto esperienza di stati di coscienza elevata sarà in grado di riconoscere questo, ma nella vita di tutti i giorni? Nell’esperienza quotidiana proviamo amore quando abbracciamo una persona amata, quando ci incontriamo con un amico, o quando accarezziamo un gatto: è inevitabile che si crei l’illusione che l’amore stia lì. Riuscire a provare amore a prescindere non è semplice, soprattutto se siamo attanagliati da pensieri dolorosi e per questo vediamo ora il punto successivo.
Come ho detto queste cose non devono seguire cronologicamente una dopo l’altra, ma lasciar andare ha delle tappe che possiamo incontrare a random e una di queste è sentirsi in colpa. In genere quando una relazione degenera tendiamo a fare e dire cose terribili, a volte ce ne rendiamo conto e non ne possiamo fare a meno, o forse crediamo che ferire il prossimo sia cosa buona e giusta. In ogni caso arriverà probabilmente un momento in cui sentiremo che avremmo potuto fare le cose diversamente, in cui ci illudiamo che ci fosse una scelta e che abbiamo scelto male. Riconoscere che abbiamo fatto tutto il possibile perché la situazione non degenerasse e accettare il fatto che la cosa era inevitabile è un altro importante passo avanti. Qui tenere a mente la rabbia in genere aiuta; se tendiamo a prenderci la responsabilità di ciò che è accaduto vedere che invece la responsabilità è condivisa, che un 50% è nostra e un 50% dell’altro, ci farà capire che siamo solo esseri umani e facciamo il possibile ma per l’impossibile ancora non ci hanno attrezzato.
Legato a questo senso di colpa si potrebbe presentare anche un altro ospite inatteso e scomodo: la disperazione. Sì so che questo è qualcosa di cui si preferisce non parlare, sentirmi disperata, io? Eh no, io sono una persona forte, sono una persona centrata, io la disperazione… semplicemente accade. E quando accade non ci sono strategie che reggano, a meno di non voler perdere la propria umanità e divenire un pezzo di roccia, cosa che alla lunga risulterà ben più dolorosa anche se non sembra. Quando arriva la disperazione prendetevene cura, isolatevi dal mondo e lasciate che esca, piangete ma non solo con gli occhi, piangete come facevate a cinque anni, singhiozzi, gemiti, moccico e tutto il resto. Se riuscite a restare consapevoli in questi momenti allora accadranno miracoli. Dopo mezz’ora di pianto, mentre vi state rigirando nel letto, all’improvviso arriverà un’intuizione che svolterà definitivamente la vostra situazione a livello mentale ed emotivo. Ad esempio potreste capire che quella persona in realtà non vi interessava più, a parte il fatto che vi manca da morire perché gli volete un bene dell’anima. Potreste intuire che semplicemente non ne potevate più perché c’era troppo dolore, anche se per tanto tempo lo avevate ignorato. Andate nella disperazione con la mente del principiante, senza credere di sapere cosa ci troverete dentro, e vedrete che vi stupirà.
Un ultimo consiglio pratico molto, molto importante, prendetevi cura di voi stessi: prendetevi il tempo di stare da soli per processare l’accaduto, prendetevi cura del vostro fisico mangiando bene, lavandovi e anche facendo esercizio fisico se possibile. Datevi tutto l’amore necessario alla guarigione e se avete bisogno di sfogarvi con un amico non fatevi scrupoli, chiamate una persona fidata e parlate, perché vi aiuterà a rilassarvi e confrontandovi con la loro esperienza potrete capire un sacco di cose. Fate cose che vi piacciono, ad esempio una delle mie attività preferite è leggere, già varie volte nel processo di lasciar andare qualcosa o qualcuno ho trovato per caso un libro che narrava di una situazione simile a quella che avevo vissuto fino ad allora. Leggere questi libri mi ha dato molto, mi ha mostrato le dinamiche in modo più chiaro, potendole osservare dal punto di vista esterno del narratore. Questo credo accada anche con i film, le arti figurative o quant’altro vi stia a cuore, quindi seguite la vostra predisposizione e interessatevi a ciò che amate, perché così non avrete l’impressione che la vostra vita sia finita, ma solo che stia ricominciando.

Maggio 10th, 2017|rumi|2 Comments

2 Comments

  1. Piera 24/05/2017 al 12:02 PM - Rispondi

    Grazie ! Scrivi sempre cose molto interessanti e utili ! Seguo i tuoi consigli ! Ciao

    • Taruna Quaquini 24/05/2017 al 12:26 PM - Rispondi

      Grazie a te

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