info@tsquaquini.it | +39 329 588 0559

La luce e la gloria dell’essere umano – Intervista a Faisal Pt. 4

La luce e la gloria dell’essere umano – Intervista a Faisal Pt. 4

La gloria dell’essere umano, quando mai sentiamo o leggiamo queste parole? Così spesso sentiamo parlare di tutto il male e la meschinità di cui l’essere umano è capace, ma la sua bellezza, la sua gloria? Faisal in questa intervista ci parla di come quando ci allontaniamo dai giudizi e entriamo nel mondo dell’essere, vediamo chi siamo veramente, nella nostra luce splendente.
In questo brano Faisal parla anche del Versetto della Luce e di come la rappresentazione di questo testo sacro sia riprodotta da secoli sui tappeti persiani. Un viaggio nel tempo e nella cultura, per capire ciò che sottende il design distintivo di questi tappeti e anche da dove deriva la leggenda del tappeto volante, mezzo di trasporto per un viaggio interiore, al centro dell’essere.

Il Versetto della Luce

Renate: Bellissimo… Adesso voglio passare a qualcos’altro che mi ha intrigato. Ne hai parlato nell’intervista con Iain sul Versetto della Luce, o il capitolo della luce. Quello che mi ha intrigato è che hai detto che ci hai messo trent’anni per capire cosa significa.

Faisal: Ci ho messo trentasette anni.

Renate: Trentasette anni! L’ho trovato, l’ho letto e riletto e continuo a rileggerlo e non capisco. Perciò vorrei che tu ne parlassi, del suo significato. Faisal ha comprato un dipinto stupendo, che faremo vedere più tardi e dietro c’è anche una piccola storia. Ti andrebbe di parlarci del Versetto della Luce?

Faisal: Sì, con piacere! E’ come il gioiello del mio cuore di tutto questo viaggio. Nel 1976 ho compreso la mia natura di Buddha; la gioia, il piacere e l’inferno che ne deriva, e la gloria. L’inferno sono tutte le problematiche, e la gloria tutte le benedizioni che ne sono derivate. Nel 1977 qualcosa mi stava bollendo dentro e io non lo sapevo, e un giorno è venuta alla luce sotto la forma di un verso del Corano. Non ero mai stato interessato al Corano, non mi ero interessato alle religioni. Pensavo che la religione fosse l’oppio dei popoli, come Mao Tse Tung. Volevo anche essere uno scienziato, ma questo verso venne nel mio cuore e divenne la spina e il cuore del manifestarsi degli insegnamenti del Diamante e dell’evoluzione dei Diamond Logos. Dovetti abbandonare la vecchia scuola per continuare la mia evoluzione con questo versetto. Lo reciterò in Arabo e inviterò tutti gli ascoltatori a non pensare all’arabo o all’inglese, ma a pensarlo come a un mantra scritto da esseri elevati ed è un mantra di suoni. Tutti i linguaggi sono suoni e questi suoni sono come un clavicembalo che attiva l’Assoluto. Se lo ascolti senza pregiudizio, o comprensione, regolerà il tuo campo elettromagnetico e ti darà la sensazione di quello stato, poi puoi parlare di differenziazione. Quindi lo reciterò come l’emanazione di questo viaggio.
(Faisal recita il versetto in arabo. Per ascoltare una versione cantata di questo versetto clicca qui )

Allah è la divinità dell’Islam. Possiamo tradurlo come Dio, ma per me Dio è diverso da Allah. Dio è un aspetto di Allah. Allah include la totalità dell’esistenza. Tutto ciò di cui fai esperienza, incluso te stesso, quella totalità è Allah. Quindi siamo Allah, Allah, Allah….(ognuno di noi è Allah). Il versetto dice che Allah è colui che illumina il cielo e la terra. L’aspetto di questa illuminazione è come una struttura coperta di gioielli. All’interno di questa struttura coperta di gioielli c’è un bulbo di luce. La luce è circondata dal bulbo, simile a una ciotola di vetro, e questa ciotola di vetro è come un pianeta perlaceo.

Questa divinità guida chiunque desideri essere guidato

Renate: Una stella splendente?

Faisal: Sì, c’è una stella… c’è una struttura ingioiellata, al suo interno c’è una perla e all’interno della perla c’è la stella. E la stella è illuminata, qualcosa la sta alimentando e questo qualcosa viene da un olivo benedetto che non è né dell’est ne dell’ovest e l’olio di quell’albero brilla anche se non viene toccato dal fuoco. Questo sistema, questa entità genera luce su luce e questa divinità guida chiunque desideri essere guidato. Se non lo vuoi, non interverrà. Se vuoi perderti per un po’ allora fallo, ma se vuoi essere guidato, ti attirerà a sé. E nel 1977/78, è iniziato con Hameed che è un vecchio amico – abbiamo viaggiato così tanto insieme da quando avevamo 10 anni, indagando. Ma non glielo recitai mai (il versetto). Non lo condivisi mai con lui, perché lo sentivo come una cosa personale e non volevo far diventare questo metodo (il Diamond Approach) simile a una religione, ma questo versetto mi aveva colpito. Mi tornava notte e giorno. Ogni volta che me ne dimentico, ronza di nuovo e fa salire di giri il mio sistema. Quindi dispiegavamo il Metodo del Diamante e poi scoprivamo una parte di questo e io pensavo “Oh sì, ho capito!” Poi il giorno dopo scoprivamo un’altra parte. Cos’è questa struttura ingioiellata? Cos’è la perla? Cos’è la stella e cosa fa? Trentasette anni a “scaricare” la complessità di tutto ciò. E adesso sento che l’immagine è svelata. Chi siamo? Questo simboleggia l’umano. Allah è l’umano con tutta la gloria che Io sono, dall’alfa all’omega. Questo versetto è stato preservato nel Corano – molti lo leggono, non sanno cosa dice.

Tutti i tappeti classici persiani sono uguali: c’è una struttura al centro che fluttua nello spazio, uno spazio colorato, è una struttura simile a un quadrato

E poi è arrivata una storia su questo, una volta Halaku (Khan) dei mongoli e Genghis Khan decisero di venire e invadere il Medio Oriente. I Sufi, o le persone sagge del Medio Oriente, sapevano che i mongoli stavano arrivando e avrebbero distrutto la loro cultura, la loro spiritualità, i libri ed i templi, perciò trovaro un modo per preservare i loro insegnamenti. Presero questo Versetto della Luce e riuscirono a trasformarlo in un mandala. (Faisal fa veder la foto di un mandala su un tappeto). Potete vedere il mandala – questo è il centro – e lo dettero ai tessitori di tappeti. Questi fecero dei tappeti bellissimi – dorati, gialli, rossi, dei tappeti colorati, ma tutti i tappeti classici persiani sono uguali: c’è una struttura al centro che fluttua nello spazio, uno spazio colorato, è una struttura simile a un quadrato (Faisal fa vedere la foto del tappeto mentre spiega)

versetto della luce

Nella figura quadrangolare a volte inserivano figure di animali, a volte fiori, a volte manifestazioni, e quando Halaku e Genghis Khan vennero, dettero loro questi tappeti. Gli invasori distrussero le moschee, uccisero i santi, ma amavano quei tappeti e se li godevano senza sapere che i Sufi si erano presi gioco di loro. Avevano dato loro tutti gli insegnamenti sulla realtà e l’esistenza e loro li portavano a giro, mentre gli insegnamenti continuavano nella segretezza in attesa dell’integramento. Da piccolo e da adolescente ero affascinato dal tappeto magico e avrei voluto sedermici sopra e volare. Adesso abbiamo il Jet, è più facile. Per me questo è il tappeto magico. Ogni volta che lo guardo riconosco la mappa. Entro in un dominio dopo l’altro e mi porta in un viaggio interiore. Quindi se lo guardate…

Renate: Ne hai uno vero a casa?

Faisal: Ne ho molti! (ride) gialli, verdi… spiegherò il perché. Ho circa 13-15 di questi tappeti. Non sono molto lontano dalla tipologia Due dell’enneagramma – candelabri, colori… Quindi se guardi questo (fa vedere l’immagine) al centro c’è un punto. In ogni tappeto persiano c’è un punto – a volte simile a una stella, a volte è solo un punto. Intorno c’è un fiore con otto petali – a volte è simile a una perla, a volte a un fiore. Intorno c’è una struttura più grande, è una navetta spaziale più grande. Poi intorno a questa struttura c’è spazio, un certo tipo di spazio. In questo lo spazio è rosso. In un altro può essere verde, è per questo che ho tappeti di vari colori. Poi intorno allo spazio c’è il quadrato (o rettangolo). Al centro del tappeto c’è il Punto di Luce, quest’anima umana che è unica, questa luce. Nel versetto dice che c’è una luce. Dentro alla perla, c’è un punto di luce, intorno a questo c’è la perla. Perciò la perla è raffigurata come un fiore a otto petali oppure una perla, intorno c’è la struttura ingioiellata.
Puoi vedere questo in modo accurato se guardi Incontri ravvicinati del Terzo Tipo. In questo film vedi il dramma dell’ego che va alla ricerca, che guarda, impersonato dal protagonista. Ha una sensazione, non sa cosa sia, è preso da una specie di follia e parte alla ricerca, e trova il punto dove è atterrato l’UFO. Prima dell’atterraggio arriva un piccolo UFO – come arrivano differenti veicoli per l’essenza – poi arriva la nave madre e da questa scendono creature divine. I creatori di questo film sono stati ispirati dall’Essere senza saperlo. Ci sono strutture su strutture che fluttuano nello spazio e quello spazio è l’Assoluto. L’Assoluto può essere trasparente; può essere Assoluto rosso, o un’infinita dimensione di rosso o un’infinita dimensione d’oro. E’ come se tu guardassi l’Assoluto e ci aggiungessi delle piccole frequenze e queste divenissero infinite. E poi l’Assoluto va anche al di là di questo quadrato. Sotto al quadrato, al di là del quadrato, contiene tutto il mandala dell’esistenza. Al di fuori ci sono il tempo e lo spazio. All’interno del dominio dell’Assoluto non ci sono tempo e spazio. Quando sei nell’assoluto lo desideri e si trasmuta, ma affinché quel desiderio si realizzi, deve entrare nello spazio e nel tempo. E questo è dove vediamo quello di cui parliamo, ma ci potrebbero volere centomila anni per vedere ciò di cui parliamo. Guarda questa struttura al centro che fluttua nell’Assoluto, pensala come una struttura tridimensionale che viene fuori (esce dal tappeto), se la guardi dall’alto vedi che viene su una struttura tridimensionale. Questa struttura tridimensionale è ciò che io chiamo il Grande veicolo dell’Essere, questo è il Candelabro-Stupa, una struttura femminile e una maschile in sacra comunione.

Renate: Yin e Yang.

Faisal: Yin e Yang, femminile e maschile. E’ un veicolo che unisce Stupa e Candelabro. Il candelabro è l’aspetto femminile dell’essere e lo Stupa l’aspetto maschile. Si vede nei minareti dell’Islam. Su ogni moschea c’è un minareto, e lo si può vedere anche in cima a ogni chiesa – c’è un campanile. In Tibet ci sono quegli stupas. L’umanità preserva gli archetipi dell’Essere e nella maggior parte dei casi non sa cosa sono. Tutte queste cose hanno un significato sacro. Quindi quando guardi questo c’è uno stupa, una struttura ingioiellata, e al centro di ogni stupa c’è una finestra e lì dentro c’è un Buddha.

Il Punto di Luce è Puro Spirito, pura luce e i gioielli sono come questo mondo, materia molto solida. Fra i due abbiamo creato una navicella media (la sostanza intermedia), una sostanza che non è pura luce né pura materia.

Il Buddha è il nostro Punto di Luce. Questa è la veste di gloria e i gioielli – nei versetti di Allah questo è descritto come un’entità ingioiellata. Quindi il Buddha è il punto di luce, circondato da una perla, circondata da una struttura ingioiellata più grande (che è come la navetta del film Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo). Il Punto di Luce è Puro Spirito, pura luce e i gioielli sono come questo mondo, materia molto solida. Fra i due abbiamo creato una navicella media (la sostanza intermedia), una sostanza che non è pura luce né pura materia. Una sostanza che dà la connessione alla mia anima al mio spirito e mi dà la capacità di connettermi con te. Altrimenti io sono nella mia luce, specialmente chi è nell’Assoluto, non puoi raggiungerlo. Oppure sono così tanto nel mio ego che anche lì non sono raggiungibile. Perciò il Divino ha creato una sostanza intermedia che dà pace, rilassamento, così che il mio punto di luce possa brillare al suo interno e che anche il mio corpo si possa manifestare, e la realtà si possa manifestare. Perciò per questo versetto ho impiegato trentasette anni, ha prodotto il Diamond Approach, è continuato nei Diamond Logos per completarsi e adesso sento che è completo e che è noi, questa è la gloria dell’essere umano.

Renate: Adesso è completo in te perciò può essere trovato anche in noi.

Faisal: Sì, prego davvero per questo… tutto quello che dico è “Svegliamoci e vediamo la gloria dell’essere umano!” Siamo la cosa più gloriosa che c’è e ce ne siamo dimenticati, ce ne siamo davvero dimenticati e a causa di questa dimenticanza c’è la sofferenza.

Renate: Bene Faisal, mi dispiace ma dobbiamo chiudere.

Faisal: Ti ringrazio veramente per questa opportunità.

Renate: E’ stato veramente bello e quando hai letto il Versetto della Luce in arabo mi sono commossa. Era bellissimo. Grazie ancora per essere venuto. Ci sono molte altre cose di cui ti vorrei parlare, penso che dovrai tornare.

Faisal: Lo farò con piacere. Sono grato a tutti voi che avete fatto sì che potessi dare questo messaggio in modo così bello. E’ una sfida, ma per favore guardate, non perdetevelo. Sforzatevi, guardate, se è vero vi porterà sollievo. Altrimenti lasciatelo andare.

Renate: Grazie Faisal. Grazie per essere con noi. Grazie a voi per guardare conscious.tv. Arrivederci a presto.

Chi è Faisal Muqaddam

Faisal si definisce un insegnante psico-spirituale, è fondatore del Diamond Teaching e del Diamond Logos Academy, è anche co-fondatore del Diamond Approach con A.H.Almaas. Negli ultimi 25 anni ha diffuso il suo insegnamento soprattutto negli USA e in Medio Oriente. Dagli anni ’90 ha iniziato ad insegnare e tenere corsi anche in Italia, Germania, Danimarca e Olanda. Nato nel 1946 la sua formazione è eclettica: pur partendo dall’approccio Reichiano Faisal ha studiato con molti maestri spirituali nel corso della sua vita, tra i quali Tarthang Tulku Rinpoche, Dr Claudio Naranjo e insegnanti Sufi in Medio Oriente. Attualmente vive in California, pratica ed insegna principalmente negli Stati Uniti.

Se questa intervista vi è piaciuta e volete leggerne di più potete iniziare dalla prima parte cliccando qui.

Scrivi un commento