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La capacità di fiorire e la libertà di sbagliare

La capacità di fiorire e la libertà di sbagliare

Quiete invernale-
nessuna capacità,
perciò nessun peccato.

Issa

Ho letto un haiku di Issa, che riporto qui accanto, una bellissima poesia che mi ha fatto riflettere sulla libertà di sbagliare e sulla sua importanza per la nostra vita. Quando la neve ricopre con il suo bianco manto le campagne tutto si ferma. In questo stato congelato le piante non hanno la capacità di spuntare, crescere, fiorire. Non c’è attività e dunque non ci sono errori. Questa semplice costatazione mi è apparsa ovvia e allo stesso momento molto profonda. Il poeta avrebbe potuto scegliere innumerevoli parole per descrivere l’immobilità, ma il fatto che abbia usato “nessun peccato” mi ha fatto riflettere sul fatto che l’errore è inevitabile quando abbiamo la capacità di agire.

Quanto tempo ho passato e a volte ancora passo a decidere cosa fare, nelle situazioni di tutti i giorni e in situazioni dove le mie decisioni svolgeranno un ruolo significativo nella mia vita. La mente cerca di prevedere cosa accadrà e di capire quale situazione è la migliore: questa è una funzione molto utile della mente, allo stesso tempo può essere paralizzante in situazioni importanti in cui cerchiamo di non sbagliare. Da qualche parte nella nostra vita abbiamo imparato che dobbiamo evitare di fare errori, siamo convinti in qualche modo di poterli evitare. Se solo ci atteniamo ai nostri valori, alle nostre idee, a ciò che abbiamo prestabilito, allora non faremo errori e le cose andranno BENE. Questa sottile gabbia è verniciata dei colori della primavera: fiori su un campo verde contornato dal cielo blu. La gabbia delle cose che “VANNO BENE” è la nostra gabbia della futura felicità. Ciò che ci spinge a valutare la decisione migliore spesso non è altro che la struttura della nostra personalità, che vede e soppesa, e la speranza che un giorno metteremo tutto a posto e saremo felici, contenti, beati e tutto accadrà come noi vogliamo e come abbiamo previsto.
Il mistero della vita è una cosa molto più grande di tutto questo, la gabbia dipinta di primavera ha sbarre di ghiaccio: la nostra paura di sbagliare, la nostra paura di rischiare. Il nostro Superego che ci dice cosa dovremmo e non dovremmo fare e ci valuta per il guadagno che riusciamo ad ottenere in ogni momento. Per il Superego l’errore è un demone perché è ciò che ci spinge al di là dei suoi limiti, che ci porta al di fuori della gabbia di esperienze prestabilite, ciò che ha il potere di scongelarci e riportarci in vita.
Un giorno lessi su un muro “La sicurezza è l’arma dei padroni: per farci stare calmi, per farci stare buoni” e l’anarchico che l’aveva scritta per me aveva centrato in pieno non solo la dinamica sociale, ma molto di più. I governi e l’organizzazione degli stati non riflettono altro che ciò che è la nostra realtà interiore: la sicurezza è l’arma del Superego, per farci restare congelati, per non farci uscire dalla gabbia.
Quando cerco di fare la cosa giusta e di non compiere errori sono anche in uno stato congelato. La paura del senso di colpa che sopravverrebbe se sbagliassi mi tiene lì ed è la mia gabbia. La capacità di fiorire e la capacità di sbagliare sono le due imprescindibili medaglie della mia libertà. Vorrei chiudere questa riflessione con una parte di un discorso di Osho che ho molto a cuore, parla della paura, della scelta, dell’indecisione e della vita:

Così tante persone hanno scelto il loro cammino in base alla paura, perciò vivono in un limbo, vivono nell’indecisione. La paura non gli da una mano. La paura significa sempre la paura di ciò che è sconosciuto. La paura significa sempre la paura della morte. La paura significa sempre la paura di perdersi – se davvero vuoi essere vivo, devi accettare la possibilità di perderti.
Osho ( tratto da: Living on Your Own Terms: What Is Real Rebellion? )

Febbraio 16th, 2017|haiku, poesia|0 Commenti

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