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Illuminazione e illuminazioni, intervista a Faisal -parte 1

Illuminazione e illuminazioni, intervista a Faisal -parte 1

Che cos’è l’illuminazione e quale è il percorso verso l’illuminazione? Queste sono alcune delle domande che nell’ambiente della meditazione vengono spesso discusse. Ognuno ha il proprio percorso e molti vorrebbero progredire nel modo più veloce e indolore possibile, ma sono tanti i momenti in cui ci troviamo arresi. Uno dei fenomeni in cui mi sono imbattuta di più durante gli ultimi anni è stato proprio il fatto che i miei progressi verso la consapevolezza e la luce erano spesso seguiti da periodi di oscurità e dolore senza precedenti. Nella scuola che frequento ci insegnano che è importante imparare a fare surf sulle onde, il mare è sempre in movimento e se un giorno sono alle stelle il successivo mi potrò ritrovare sui fondali. Con la pratica della presenza e attraverso la meditazione possiamo apprendere a muoverci in queste acque a volte limpide a volte burrascose. Resta il fatto che spesso mi sono chiesta come mai tutto ciò avvenisse, so che a volte indago troppo con la mente, ma era anche una sincera curiosità.

In questa intervista Faisal, fondatore della Diamond Logos Academy, spiega la sua esperienza e il suo punto di vista sul processo di illuminazione e anche riguardo a questi continui alti e bassi che ci ritroviamo a sperimentare lungo il percorso. Ho trovato questo testo davvero illuminante e ho deciso di tradurlo in Italiano. Ringrazio Renate McNay per averlo intervistato e segnalo che è possibile leggere l’intervista completa (in inglese) cliccando qui. Se invece volete aspettare di leggerla in italiano nelle prossime settimane troverete il resto del teso, dato che ho deciso di tradurlo dividendolo in parti.

Illuminazione e Illuminazioni

Renate McNay: la mia prima domanda è: sai che sentiamo parlare molto di “illuminazione” ed è una parola comune in tante case – così come possiamo trovare immagini del Buddha in molte case. Vorrei sapere quale è per te il significato di illuminazione e chi, o che cosa, si illumina?

Faisal: L’illuminazione in sostanza è la realizzazione della natura al di là di tutte queste manifestazioni. Al di là della mente, del corpo, dei fenomeni, c’è un campo fondamentale, una presenza fondamentale e quella presenza è così semplice, così incantevole, è solamente sanità mentale e semplicità. Risvegliarsi a questo, riconoscerlo, questo è l’illuminazione. E’ l’inizio dell’illuminazione. Con questo non intendo dire che il campo sarà diverso da come era dieci anni fa quando sarai illuminato. Il campo è lo stesso. La natura del Buddha, la natura illuminata è la stessa. Maturiamo in essa, diveniamo capaci di fare esperienza della sua ricchezza e della multi-dimensionalità di ciò che è questo campo (di coscienza). Mi ricordo uno dei maestri tibetani che ho conosciuto. Mi disse che quando era arrivato in California le persone gli dicevano “Io sono illuminato”, oppure “Io sono arrivato all’illuminazione.” Lui disse “Come fanno a dirlo?” Poi un giorno li ascoltò e quando ebbero spiegato le loro esperienze disse “Sì, questa è un’esperienza di illuminazione: semplicità, apertura” e continuò “Anche io faccio spesso esperienza di questo, ma non mi chiamerei un illuminato. Ho avuto molte piccole esperienze di illuminazione.”

“L’illuminazione accade nel cuore, mentre il risveglio accade nella mente.”

Renate: Alcune persone usano la parola “risvegliato”, altre “illuminato”. Quale è la differenza?

Faisal: Per me c’è una differenza. Risvegliarsi è arrivare dalla storia, dalla nostra mente e dai nostri disturbi, e trovare questo stato bellissimo. Ci si sente come se fossimo stati dentro a un incubo, un sogno, confusione, poi il cielo si apre e c’è un raggio di sole e ci svegliamo dalla storia.

L’illuminazione è quando il nostro campo (di coscienza) è depurato dalla confusione interna e dalle nuvole. Questo campo inizia ad approdare nella nostra totalità e quando viene coltivato nel cuore, come ho detto l’altra volta – l’illuminazione avviene nel cuore – allora questo campo inizia a prendere delle sfumature di ricchezza e di pienezza di significato che sono strettamente correlate all’essere umano. (Nel passato) c’erano alcune persone che erano sbalordite quando dicevo “L’illuminazione accade nel cuore, mentre il risveglio accade nella mente.” E’ un unico stato, perciò come è possibile che una cosa accada qui e un’altra là? Quando il campo (di coscienza) diviene così ricco, quando diventa amore e compassione e comprensione profonda, è sempre lo stesso campo e diviene così denso. All’inizio si apre nella trasparenza, nella luminosità e apertura. Quando scende sempre più a fondo il campo diviene più ricco, così denso di vuoto (n.d.t. Faisal usa la parola nothingness che non ha una traduzione precisa in italiano, potrebbe essere resa come “l’essere nulla”) che si potrebbe tagliare come il burro. Questo si sviluppa sempre di più quando risolviamo delle problematiche della nostra mente e del corpo emozionale e le lasciamo andare dal cuore. Il corpo emozionale non è il cuore, occupa il posto del cuore. Anche la pancia e la mente condizionata e abitudinaria, quando anche queste sono purificate (avvengono cambiamenti) nella struttura umana. Dei ricercatori hanno misurato il campo elettromagnetico del cuore e hanno scoperto che è dalle 40 alle 60 volte più forte di quello del cervello, perciò questo organo è stato progettato per bilanciare cervello e istinto. Il cuore ha una potente capacità di integrare intelletto, mente, istinto e corpo. Diciamo che Dio ha creato un organo che può integrare la mente e il corpo, questo è il cuore. Dopo l’illuminazione di Buddha il primo sentiero è stato il risveglio, quando questo è andato sempre più a fondo, è stato realizzato nel cuore – il cuore di un Buddha. Avere il cuore di un Buddha significa aver realizzato lo stato di illuminazione in tutte le sue dimensioni come un regno integrato. Per me questa è l’illuminazione.

Renate: Questo è anche connesso con il viaggio di discesa?

Faisal: Sì, a volte possiamo vederlo, quando raggiungiamo l’Assoluto e discendiamo nella sua qualità. E’ una discesa, può includere questa percezione. A volte è un viaggio di integrazione, più che una discesa o un’ascesa. Ogni stato (di coscienza) in cui entri ha una sua comprensione di questo viaggio. Hai la sua integrazione. Hai la sua attuazione e poi ti senti di averlo adesso. Adesso capisco cosa è l’amore, adesso capisco cosa è la pace. Quindi può essere un grandioso viaggio di ascesa verso l’Assoluto, e di discesa; oppure ha a che fare con una tematica: con la realizzazione, l’integrazione e l’attuazione di una qualità che ha a che fare con una data tematica. Quindi siamo in viaggio e mettiamo in pratica il principio della discesa e questo accade ad ogni passo del nostro viaggio.

Renate: Sì, tu hai basato tutto un insegnamento su questo, che credo sia il Regno dei Tre Domini, ma parleremo di quello più tardi. Per ora restiamo sul tema dell’illuminazione. Cosa si trova al di là dell’illuminazione?

Faisal: Non è che esci da questa cosa, ne sei sommerso. Per quanto ne so al di là dell’illuminazione c’è il disvelarsi, il dispiegarsi del regno. La nostra percezione interiore inizia a svegliarsi e percepisce la profondità e la ricchezza del regno in cui viviamo, e attraverso questo disvelamento, attraverso lo stare nel campo di illuminazione, accade questo dispiegarsi che ha due linee parallele. Una è la bellezza, la gloria della natura illuminata e noi stessi come esseri di gloria. Dall’altra parte c’è l’ombra. Non c’è luce senza ombra. Quando il campo di illuminazione si apre, apre il sistema, e nel nostro sistema c’è tutto il condizionamento dell’inconscio e anche all’interno dell’inconscio, c’è tutta una bellezza distinta, e una ricchezza. Quando l’Assoluto arriva rimuove i veli e abbiamo delle esperienze magnifiche, ma il giorno successivo va peggio di prima. Ciò che accade è che quando apri questa qualità, tutti i traumi e le questioni irrisolte e tutte le cose nascoste a riguardo della tematica vengono aperte dal potere che il campo di coscienza sprigiona.

Ciò che accade è che quando apri questa qualità, tutti i traumi e le questioni irrisolte e tutte le cose nascoste a riguardo della tematica vengono aperte dal potere che il campo di coscienza sprigiona. Ti espandi in tanta ricchezza, poi il giorno successivo ti senti peggio che mai e vorresti non essere mai andato lì! Nello stato illuminato. Davvero!

Ti espandi in tanta ricchezza, poi il giorno successivo ti senti peggio che mai e vorresti non essere mai andato lì! Nello stato illuminato. Davvero! L’ho detto così tante volte, che non lo volevo, che volevo essere lasciato nello stato di beatitudine dell’ignoranza. Tuttavia la bellezza di questo stato era così sorprendente. Mi ricordo che un giorno stavo meditando e tutta la stanza era piena di Assoluto e di luminosità, e tutta la stanza divenne petali di rosa che mi piovevano sopra. Ogni petalo di rosa percorreva il mio sistema con grazia, bellezza e amore e sarei morto per questa esperienza. C’erano così tante benedizioni. Piogge di diamanti. Piogge di luce, di olio e grazia che fluiva nel mio sistema … e il dominio essenziale iniziò a fondersi nel mio sistema attraverso la grazia della presenza e grazie al fatto che ero ancorato al mio corpo. Ero orientato verso il corpo, non volevo andare nell’Assoluto e dissolvermi, volevo che l’assoluto arrivasse in me e mi annullasse. Non avevo problemi nell’Assoluto. Avevo dei problemi qui (nella realtà presente). Una delle ultime cose fu che sentii tutto il campo luminoso, con così tanto amore, e l’amore venne e mi baciò sulle labbra, e io mi arresi ad esso. Un’altra esperienza molta bella fu quando di nuovo mentre ero seduto in meditazione divenni la consapevolezza stessa e atterrai nel mio corpo. Fuori dalle mie dita e dalle dita dei piedi, mi sentivo a mio agio, e potevo arrendermi come ego. Poi divenni una consapevolezza in espansione e questa volta, da quel campo di consapevolezza, volevo guardare colui che era seduto e stava meditando. E guardai e lì c’era Faisal, ma completamente diverso da come lo conoscevo. Era un’entità fatta di gioielli, corone, collane, vesti di gloria e stava seduto su un loto di diamante… un loto glorioso. Allora arrivò la realizzazione che “Io” sono il gioiello dell’Illuminazione. “Io” il Sé è il gioiello dell’illuminazione.

Renate: E’ interessante come noi imitiamo nel mondo questa realtà… con un Re che ha una corona e dei gioielli… ma nel dominio essenziale c’è.

Faisal: Sì, sì, nel dominio essenziale ci sono quei Thangkas (n.d.t. Il Thangka è un oggetto religioso tibetano, uno stendardo, generalmente usato come strumento educativo o per altre pratiche religiose) con le divinità e ogni dio è meraviglioso… quando le persone venivano da me e mi dicevano che queste cose non esistevano io rispondevo “Allora cosa è? Solo il campo, solo la consapevolezza?” E quella è illuminazione non integrata. Quando viene integrata, allora si manifesta come un gioiello adornato di illuminazione. Sei tu il gioiello adornato di illuminazione, sono io adornato…

Renate: E questo viene integrato sempre di più quando lavoriamo sulla nostra ombra, sulle nostre strutture e credenze?

Faisal: Sì, vedi gli ostacoli in ogni qualità, e quando l’assoluto apre la tua mente, allora escono fuori le tematiche nella tua mente, o nel tuo cuore, perciò la discesa dell’Assoluto nel nostro corpo, nel nostro sistema, rivela così tanti gioielli, i gioielli che sono seppelliti nel nostro condizionamento. E adesso possiamo avvicinarci al condizionamento in modo molto preciso, ed è che qui che entra in scena il Diamond Logos. Con ogni gioiello troviamo uno specifico condizionamento che lo avvolge, che ha a che fare con l’infanzia. E’ un approccio all’illuminazione: la realizzazione, l’integrazione e l’attuazione che ha a che fare con la vita di tutti i giorni. Era parte della discesa, parte del disvelamento, uno strumento incredibile che è arrivato in questi tempi – la precisione di ogni tematica associata ad ogni qualità. Era davvero magnifico. Invece di insegnare parlando di illuminazione, che è affascinante, ma non sai come arrivarci e non sai come tornare indietro adesso abbiamo un approccio ad “alta tecnologia”.

Chi è Faisal Muqaddam

Faisal si definisce un insegnante psico-spirituale, è fondatore del Diamond Teaching e del Diamond Logos Academy, è anche co-fondatore del Diamond Approach con A.H.Almaas. Negli ultimi 25 anni ha diffuso il suo insegnamento soprattutto negli USA e in Medio Oriente. Dagli anni ’90 ha iniziato ad insegnare e tenere corsi anche in Italia, Germania, Danimarca e Olanda. Nato nel 1946 la sua formazione è eclettica: pur partendo dall’approccio Reichiano Faisal ha studiato con molti maestri spirituali nel corso della sua vita, tra i quali Tarthang Tulku Rinpoche, Dr Claudio Naranjo e insegnanti Sufi in Medio Oriente. Attualmente vive in California, pratica ed insegna principalmente negli Stati Uniti.

Febbraio 28th, 2018|Interviste|0 Commenti

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