Ci sono periodi nella vita in cui mi sento particolarmente irritabile e sento il bisogno di gestire la rabbia. Cosa intendo per gestire? Vorrei chiarire subito che la rabbia non è da considerarsi un “energia negativa” da scacciare via o eliminare. La rabbia spesso nasce proprio da una necessità di difendere noi stessi, dall’aggressività usata come difesa e di per sé non è malvagia. Quando però inizio ad arrabbiarmi e sbraitare perché l’automobilista davanti a me sulla strada ha rallentato un attimo o perché qualcuno mi ha salutato e credo che mi abbia guardato male; quando insomma mi arrabbio di continuo per motivi futili, allora è evidente che ho bisogno di gestire la rabbia. Spesso accade che quando mi sento così irritabile in realtà sono effettivamente arrabbiata con qualcuno, e mi trovo in una situazione in cui non posso sfogare la mia rabbia. Come essere arrabbiati con il datore di lavoro e aver voglia di dirgli tutto quello che pensiamo in faccia, ma non poterlo fare perché significherebbe il licenziamento. Inoltre in realtà sfogare così la rabbia con qualcuno, che sia un datore di lavoro o un amico, spesso non funziona. Nel senso che quando ci sfoghiamo liberamente così l’altro, la persona su cui scarichiamo, non ci prende minimamente in considerazione. Sì magari può ascoltarci al momento e anche non dire niente per non peggiorare la situazione, ma nel suo comportamento e nel nostro rapporto nulla cambierà.
Questa annotazione non la faccio a caso, è frutto di esperienza personale. Alcuni anni fa ero in un tale periodo di irritazione, un periodo in cui sfogavo anche la rabbia con le persone intorno che facevano cose che ledevano la mia privacy. Nonostante mi arrabbiassi moltissimo a volte e gridassi le mie ragioni, loro non mi ascoltavano e la situazione continuava a ripetersi. Durante un ritiro “whosin” parlai di questo alla conduttrice del gruppo, Ganga Cording, una delle persone più sagge e allo stesso tempo leggere che io abbia mai incontrato. Lei mi disse semplicemente “Certo che non ti ascoltano, tu non sei centrata quando ti arrabbi così, sei vuota e non hai presenza. Se vuoi che ti ascoltino devi mettere della distanza fra te e la rabbia, poterla osservare e poi comunicare da quel luogo di centratura, senza sbraitare o far casino, ma con decisione”.

“Quando ti senti pieno di rabbia, non è necessario prendertela con qualcuno: sii semplicemente arrabbiato”
Osho

Quindi questo io intendo per gestire la rabbia, poterla sentire da uno spazio di centratura e poterla osservare con distacco. A questo scopo esistono molti metodi, oggi però vorrei parlare di un esercizio inventato da Osho, l’esercizio del cuscino. Questo è un metodo molto veloce ed efficace, quindi è perfetto per quando hai poco tempo, e consiste in due fasi.

Esercizio del Cuscino

Quando farlo: in un periodo in cui senti la tua rabbia arrivare in superficie o ribollire forte nella pancia.

Fase 1: 15 minuti
Trova un luogo dove puoi stare solo e indisturbato per 25 minuti, chiudi la porta se sei in un interno e prendi un cuscino. Immagina che il cuscino sia la causa di tutti i mali: se sei arrabbiato col capo al lavoro immagina che sia la sua testa, se ce l’hai con la vita perché senti che ti vanno tutte male immaginati che sia “la vita” stessa o “Dio” se preferisci. Forse la prima volta ci vorrà un piccolo sforzo di fantasia, ma appena riuscirai a entrarci dentro tutto sarà semplice. Sfogati con il cuscino: puoi picchiarlo, batterlo al muro, morderlo o schiacciarlo proprio come faresti al capoufficio, ma senza rischiare una denuncia! Se ti è possibile perché non c’è nessuno vicino a te che si potrebbe allarmare ed entrare nella tua stanza puoi anche gridare, altrimenti puoi provare a sfogare la tua voce coprendo la bocca con il cuscino. In realtà questo è un esercizio fantastico da fare anche in aperta campagna o in montagna, dove nessuno può venire a disturbarti. Una cosa da ricordare: cerca di non farti male mentre ti sfoghi, in caso tu abbia dei problemi fisici ricordati di prenderti cura del tuo corpo mentre butti fuori la rabbia.
Un consiglio, in caso che tu abbia delle difficoltà a contattare la rabbia – pur sapendo che poi uscito di lì sbraiterai al primo che ti chiede cosa hai perché sembri irritato – usare la musica può essere molto utile. Per me il metal funziona molto bene, tutte quelle canzoni che esprimo rabbia possono aiutare, quindi trova tu quella giusta youtube ne è piena.

Fase 2: 10 minuti
Se metti un timer appena suona fermati, poi spengilo e mettiti seduto con la schiena eretta e gli occhi chiusi. Non c’è bisogno di stare nella posizione del loto, puoi stare a gambe incrociate o anche su di una sedia. Se ti è possibile tieni le ginocchia più in basso del bacino e sostieni tu stesso la tua schiena dritta. Se questo ti causa mal di schiena puoi appoggiarti allo schienale di una sedia o ad un muro.
Ascolta il tuo respiro e senti cosa ti succede dentro, cosa senti nel tuo corpo dopo esserti così attivato sfogando la rabbia? Semplicemente osserva senza giudicare o cercare di capire.