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Gestire la confusione mentale, una storia del Buddha

Gestire la confusione mentale, una storia del Buddha

E’ un periodo intenso, di sole e caldo, ma anche di avvenimenti mondiali e spostamenti astrali, che ha indotto in me e molte persone che conosco una confusione mentale che ci fa sentire scomodi. Nelle ultime settimane, riflettendo sulle mie problematiche attuali ed eventuali soluzioni, sono venuta fuori con 1.000 idee diverse, discordanti fra di loro, ma ognuna bella logica e piantata nella mente. Ogni situazione si può risolvere in molti modi e la scelta di una direzione da intraprendere è quello che spesso ci immobilizza. Di fronte a tante direzioni e possibilità non sappiamo dove andare, anche perché comprendiamo che cercare di percorrere molte strade diverse nello stesso momento ci porta solo a disperdere energia. Sono momenti di confusione mentale, dovuti anche ai cambiamenti di schemi interiori in cui da tempo eravamo fossilizzati. Quando i precetti che governano la nostra vita vengono sovvertiti, a causa di una spinta esterna o di un movimento liberatorio che nasce da dentro, ci troviamo spesso in questa fase di transizione. Sappiamo dove NON andare, ma non abbiamo una nuova direzione da seguire. Per quanto possiamo provare scervellarci non porta risultati. Allora cosa fare?

Mi sono imbattuta in una vecchia storia del Buddha narrata da Osho che ci dà il consiglio giusto ed ho il piacere di condividerla con voi. Enjoy!

L’acqua torbida

Un giorno Buddha passa da una foresta. E’ un caldo giorno d’estate e ha molta sete. Dice a Ananda, il suo discepolo , “Ananda, torna indietro. Tre o quattro miglia indietro abbiamo attraversato un ruscello. Portami un po’ d’acqua – ecco la mia ciotola per le elemosina. Ho molta sete e sono stanco.” Era diventato vecchio.

Ananda torna indietro, ma quando raggiunge il ruscello, dei carri trainati da buoi lo hanno appena attraversato e hanno fatto diventare tutta l’acqua fangosa. Foglie morte che erano depositate sul letto del ruscello si sono sollevate; non è più possibile bere quest’acqua – è troppo sporca. Ananda torna a mani vuote e dice “Dovrai aspettare un po’. Andrò più avanti. Ho sentito dire che fra due o tre miglia c’è un grande fiume. Porterò dell’acqua da lì.”

Ma Buddha insiste. Dice “Torna indietro e porta l’acqua da quello stesso ruscello.”

Ananda non capisce questa insistenza, ma se il maestro dice così, il discepolo deve seguire le istruzioni. Vedendo l’assurdità di tutto ciò – che dovrà camminare di nuovo tre o quattro miglia, sapendo bene che l’acqua non è buona da bere – parte.
Mentre Ananda sta partendo Buddha dice, “E non tornare se l’acqua è ancora sporca. Se è sporca siedi semplicemente sulla riva del ruscello in silenzio. Prima o poi l’acqua diverrà di nuovo pulita, e poi riempirai la ciotola e tornerai qui.”

“Non lo so” non è confusione. La confusione è “Non lo so, ma dovrei saperlo” oppure “Non lo so, ma ho bisogno di saperlo”.

E. Tolle

Ananda va al ruscello. Buddha ha ragione. L’acqua è quasi pulita, le foglie si sono mosse, la polvere si è depositata. Ma non è ancora cristallina, perciò si siede sulla riva e guarda l’acqua che scorre. Piano piano diviene cristallina. Poi arriva danzando. Ha capito perché Buddha era così insistente. C’era un messaggio per lui, e lui ha compreso il messaggio. Dà l’acqua a Buddha e lo ringrazia, toccando i suoi piedi.

Buddha gli dice “Che stai facendo? Dovrei essere io a ringraziarti, mi hai portato l’acqua.”

Ananda risponde “Adesso capisco. All’inizio ero arrabbiato: non lo davo a vedere, ma ero arrabbiato perché era assurdo tornare indietro. Ma adesso comprendo il messaggio. E’ ciò di cui ho bisogno in questo momento. Succede la stessa cosa alla mia mente – seduto sulla riva di quel ruscello ho capito che succedeva la stessa cosa alla mia mente. Se mi tuffo nel ruscello lo sporco di nuovo. Se mi tuffo nella mente creo più rumore, sempre più problemi emergono alla superficie. Seduto in disparte ho imparato la tecnica.

“Adesso mi siederò in disparte anche con la mia mente, osservandola con tutta la sua sporcizia e i problemi e le vecchie foglie e le ferite e i dolori, le memorie, i desideri. Sereno mi siederò sulla riva e aspetterò il momento in cui tutto sarà chiaro.”

E accade da sé, perché nel momento in cui siedi dietro la tua mente non le dai più energia. Questa è vera meditazione. La meditazione è trascendenza.

OSHO

Se volete superare la confusione mentale ma non avete molta dimestichezza con la semplice osservazione dei pensieri e volete provare un metodo di meditazione guidata, potete ascoltare e seguire una tecnica fatta apposta per chi è sotto pressione cliccando qui.

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