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Tre seminari di crescita personale per migliorare il rapporto con noi stessi e con gli altri. Un percorso interiore dove imparerai a riconoscere i condizionamenti, a superare le abitudini e le reazioni inconsce. Potrai aprirti alla gioia di vivere con spontaneità le tue relazioni in campo affettivo e lavorativo. Abbandoneremo i vecchi concetti di come dovremmo essere per riscoprire la libertà di riconoscere i nostri bisogni. Costruiremo un nuovo linguaggio in cui non ci sono colpevoli e vittime, ma solo esseri umani che danno e ricevono in un continuo scambio, creando un equilibrio dinamico che sostituirà i vecchi schemi rigidi che ci imprigionavano.

L’equilibrio non è un nome, è un verbo: un equilibrarsi.
Osho

Dinamiche delle Relazioni

In un’epoca dove la psicologia ha invaso riviste, salotti e programmi televisivi riconoscere di avere delle dinamiche inconsce non è difficile, ma il primo vero passo verso la salute è il poterle osservare senza giudizio, senza sensi di colpa. In questo seminario introdurremo la Comunicazione Non Violenta (CNV) e ci focalizzeremo sul primo passo: distinguere le osservazioni dalle valutazioni. Impareremo a vedere oltre le apparenze, oltre i giudizi che abbiamo su di noi e sugli altri.

Non ho mai visto un uomo pigro,
ho visto un uomo che non ha mai corso
mentre lo stavo guardando, e ho visto
un uomo che talvolta faceva un sonnellino
tra pranzo e cena, e che rimaneva
in casa in un giorno di pioggia,
ma lui non era un uomo pigro. Prima di chiamarmi pazza,
pensateci, lui era un “uomo pigro”
o faceva soltanto cose che definiamo pigre?

Non ho mai visto un bambino stupido;
ho visto un bambino che ha fatto
cose che non ho compreso
o cose in modi che non avevo previsto;
ho visto un bambino che non aveva visto
quegli stessi luoghi dove ero stata io,
ma non era un bambino stupido.
Pensateci: lui era “un bambino stupido”
o soltanto sapeva cose diverse da quelle che sapevate voi?

Ho guardato più intensamente possibile
ma non ho mai visto un cuoco;
ho visto una persona che mescolava
ingredienti che poi avremmo mangiato,
una persona che girava una manovella
e sorvegliava il forno che cuoceva la carne,
ho visto queste cose ma non ho visto un cuoco.
Ditemi, se guardate, se vedete un cuoco
o qualcuno che fa delle cose che chiamiamo cucinare?

Quello che alcuni chiamano pigro
altri lo chiamano stanco o bonario,
quella che alcuni chiamano stupidità
altri la chiamano soltanto una diversa conoscenza.
Così sono giunta ad una conclusione,
che se non mescoliamo ciò che vediamo
con quella che è la nostra opinione, ci salveremo dalla confusione.
E questo, lo so
è ancora soltanto la mia opinione.

Ruth Bebermeyer