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Dare troppo come sintomo da indagare

Dare troppo come sintomo da indagare

Dare troppo è un sintomo, non una causa. Spesso sento persone che si lamentano che danno troppo, e questo causa loro dei problemi, tendono a vedere il “dare troppo” come la problematica che li affanna, fallendo al capire che la psiche cerca sempre un equilibrio e quindi se danno troppo (il che sarebbe squilibrante) significa che c’è qualcosa da bilanciare. Chi mangia molta carne tende spesso anche a riempirsi di cibi o bevande piene di zucchero: l’estremo yang della carne viene bilanciato dall’estremo yin dello zucchero, ecco spiegato l’abbinamento coca cola e hamburger che spopola nei fast food! Se invece di trattare il dare troppo come un problema lo vedessimo per quello che è, un tentativo del nostro sistema di bilanciarsi, sposteremmo lo sguardo sull’altro lato per vedere a cosa stiamo cercando di ovviare.

La vita è un equilibrio fra dare e ricevere. Le radici ricevono dalla terra, i frutti e i fiori ridanno alla terra quello che hanno ricevuto. E’ un cerchio.
Osho

Il “dare troppo” è una problematica inclusiva, che abbraccia le situazioni più disparate. Può esprimersi nel caso della “sindrome da crocerossina”, dove spesso una donna (ma esistono anche crocerossini uomo, non lasciatevi ingannare) si accolla un partner con evidenti problemi psicologici (depressione, dipendenze, ansia ecc) per cercare di guarirlo. Più spesso la problematica assume un carattere legato al lavoro nell’uomo, in quanti si lamentano di lavorare moltissimo, molto più degli altri, e non ricevere alcun tipo di riconoscenza dal loro capo o dai colleghi? Una tematica più trasversale è poi quella di chi tende ad aiutare tutti quelli che sembrano in difficoltà, per poi ritrovarsi solo quando è lui stesso ad aver bisogno di aiuto.

Queste però sono solo macro-categorie, sono sicura che ci sono vari e specifici modi di dare troppo e che ognuno abbia occasione di inventarsene uno suo particolare. Per ognuno ci sarà una causa personale, anche se parlando con persone diverse sono arrivata alla conclusione che le radici affondano tutte nel solito terreno.

Quando compensiamo con qualcosa di troppo, e a questo fa riferimento anche qualsiasi tipo di dipendenza dato che le nostre scorrette abitudini comportamentali possono essere considerate delle dipendenze, significa che sentiamo che qualcosa ci manca. Ma come, dirà qualcuno, se sento che mi manca qualcosa come faccio a dare così tanto? Fai uno sforzo, ti esaurisci dopo un po’, ti riempi di frustrazione e rabbia, e ad un certo punto finisci con lo scaraventarla tutta sugli altri. Però c’è un tornaconto, nel momento in cui eri arrabbiato e ti sei scatenato come una furia ti sentivi pieno e momentaneamente soddisfatto. Non ti mancava niente, per quel breve tempo in cui ti sei riempito. Anche se dopo potresti essertene pentito è importante che ti soffermi su questo, eri pieno, ti sentivi potente e indipendente: come potresti fare per ricreare questo in modo più sano?
Per ogni dipendenza esiste una carenza, ad esempio l’alcool supplisce ad una mancata sensazione di connessione con il prossimo e con tutto ciò che ci circonda. Quando ci sentiamo un po’ brilli ci sciogliamo, non abbiamo paura di “passare male” con il prossimo, è più facile ridere e ci sentiamo in qualche modo collegati come se gli altri fossero un po’ tutti amici. Quando siamo al tavolo con i nostri amici questa sensazione di norma non dovrebbe mancare, ma spesso ci sentiamo più a nostro agio dopo un paio di Spritz.

Dunque quando sentiamo che stiamo dando troppo, che c’è uno scompenso, invece di soffermarci sui problemi causati da questo, iniziamo a invertire la direzione della nostra attenzione. Domandiamoci cos’è che ci manca, quale “buco” stiamo cercando di riempire. All’inizio non sarà semplice, perché magari non ce lo eravamo mai domandato, ma utilizzando la tecnica dell‘inquiry così come è illustrata qui nel mio articolo chi veramente ha la volontà di guarire ed essere finalmente libero dai meccanismi inconsci sarà in grado di comprendere esattamente da dove deriva. Una volta trovata l’origine il lavoro di riappropriazione delle parti mancanti sarà invece tutto in positivo, un lavoro di riconnessione e integrazione che ci porterà alla riscoperta delle nostre potenzialità, del tesoro che è dentro di noi: perché in realtà nulla ci manca, abbiamo solo dimenticato di averlo.

Quando ami qualcuno e dai amore l’ego si sente arricchito. Tu hai il controllo, sei tu a dare, e l’altro è colui che riceve. Ti senti molto bene; il tuo ego si sente arricchito, gonfio.
Osho

Agosto 26th, 2017|Ricerca interiore|0 Commenti

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